Calicivirosi nel gatto: sintomi, trattamento, prevenzione
Articolo redatto dalla Dottoressa Veterinaria Isabelle Vixège 
La calicivirosi del gatto è una malattia molto diffusa causata da un virus. Molto contagioso, questo virus si trasmette attraverso le secrezioni nasali e orali. Classicamente, è responsabile di raffreddore o gengivite. Sebbene non esista un trattamento specifico, i veterinari dispongono di un vaccino contro questo virus felino.
1. Che cos'è?
La calicivirosi è una malattia infettiva contagiosa del gatto; è causata da un virus chiamato calicivirus. Questo microbo è responsabile, insieme ad altre entità, della sindrome del raffreddore del gatto.
Questo microrganismo è molto resistente nell'ambiente esterno; può sopravvivere da diversi giorni a settimane nell'ambiente. È anche in grado di mutare, producendo diverse varianti.
Lo sapevi? Il nome calicivirus deriva dal greco kalux che significa calice. Il calicivirus presenta infatti al microscopio elettronico delle faccette concave a forma di calice di fiore (una sorta di corona di "petali verdi" alla base del fiore).

2. Trasmissione del calicivirus felino
Il contagio è molto forte: il calicivirus si sviluppa in particolare nelle comunità di animali (rifugi, allevamenti). Può infettare fino al 90% dei gatti. Tuttavia, tutti i gatti che escono e frequentano altri simili possono essere contagiati un giorno.
Il virus si trasmette per via:
- Diretta: da gatto a gatto tramite le secrezioni nasali, orali e oculari dei gatti malati o portatori.
- Indiretta: tramite locali, gabbie, tessuti, mani... contaminati.
Un gatto infetto ospiterà il virus per diverse settimane o mesi, o addirittura anni dopo la guarigione apparente; ciò significa che è sempre contagioso.

3. Sintomi della malattia
Classicamente, la calicivirosi assume l'aspetto di un raffreddore del gatto:
Un gatto infetto presenta una sorta di raffreddore (febbre, starnuti, naso chiuso, congiuntivite...). Nel caso del calicivirus, questo quadro clinico si complica con ulcere nella bocca, e soprattutto sulla lingua. Queste specie di afte sono dolorose e responsabili di anoressia (assenza di appetito). La malattia è più grave nei gattini.
Nella lista dei sintomi, il calicivirus può a volte causare zoppie transitorie.
Il calicivirus interverrebbe anche nella stomatite cronica del gatto. Questa malattia, ancora poco compresa, si manifesta con un'infiammazione ostinata delle gengive (gengivite) e della parte posteriore della bocca. Il calicivirus è spesso rilevato nella cavità orale dei gatti malati, ma il suo coinvolgimento non è certo. L'origine della stomatogengivite del gatto è complessa e multifattoriale (si sospetta anche un'origine autoimmune).

Alla fine del XX secolo è apparsa negli Stati Uniti una nuova forma ipervirulenta. Alcuni casi sono stati osservati in Francia. I sintomi sono i seguenti:
Ø Febbre alta
Ø Edema (gonfiore) della testa e degli arti
Ø Ulcere cutanee
Ø Difficoltà respiratorie
Ø Danno renale e/o epatico
Ø Disturbi della coagulazione
Ø Alta mortalità
Sembrerebbe che queste forme di calicivirosi ipervirulenta siano legate a una mutazione del virus. Appaiono nelle comunità dove il mescolamento delle popolazioni, il numero di animali, la mancanza di igiene sono propizi all'emergere di un mutante.

4. Diagnosi
La diagnosi della calicivirosi del gatto è clinica (basata sui sintomi). Il veterinario può anche eseguire un test PCR sulle secrezioni nasali o tramite tampone buccale.
5. Trattamento
Non esiste un trattamento specifico contro il calicivirus del gatto.
In caso di corizza, vengono somministrati antinfiammatori per alleviare il gatto infetto, nonché antibiotici se si riscontra una sovrainfezione batterica. Le "piccole cure" sono importanti: pulizia degli occhi, del naso, somministrazione di acqua e cibo liquido tramite siringa. Per gli animali più colpiti, può essere necessaria una flebo o l'inserimento di una sonda alimentare.
La gestione della stomatite cronica è complessa e generalmente associa farmaci immunomodulatori e cure dentali.
Nel caso della calicivirosi felina ipervirulenta, il trattamento prevede un'ospedalizzazione in terapia intensiva.

6. Prevenzione e vaccinazione contro il calicivirus del gatto
In assenza di trattamento, la profilassi della malattia riveste un'importanza particolare. Essa si articola su più fronti:
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Igiene dei locali
Nei rifugi, allevamenti o ospedali, la disinfezione delle attrezzature o delle gabbie deve essere rigorosa. La candeggina è utilizzabile. Il lavaggio delle mani è altrettanto essenziale.
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Quarantena dei gatti malati e dei nuovi arrivati
I gatti affetti che presentano sintomi devono essere isolati. Il personale deve osservare una rigorosa igiene nel passare da un locale contaminato a un locale contenente gatti sani. I nuovi arrivati con stato sconosciuto devono essere confinati per almeno 3 settimane prima di unirsi al gruppo.
Queste misure, per quanto importanti, non sono sufficienti a causa della possibilità di gatti portatori sani e potenzialmente contagiosi.
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Il vaccino
Al fine di proteggere il proprio gatto, esistono diversi vaccini contro il calicivirus felino. Essi sono associati ad un altro virus responsabile della corizza nel gatto (l'herpes virus).
La WSAVA (World Small Animal Veterinary Association) raccomanda il seguente protocollo vaccinale per i gattini:
Ø Iniezione di una dose a 8 settimane di età del gattino
Ø Richiamo a 12 settimane e poi a 16 settimane
Ø Richiamo tra i 6 e i 12 mesi
I richiami successivi avvengono una volta all'anno o una volta ogni 2/3 anni per i gatti che non escono.
A causa della possibilità di mutazioni, la vaccinazione contro il calicivirus potrebbe non essere efficace al 100%. Nella maggior parte dei casi, riduce fortemente i sintomi e la durata del portatore del virus.

7. Prognosi e aspettativa di vita di un gatto affetto da calicivirosi
La prognosi è buona per la forma di raffreddore se trattata in modo appropriato (specialmente per i gattini). La stomatite non mette a rischio la vita, ma può rivelarsi molto invalidante per tutta la vita del gatto.
Nella calicivirosi ipervirulenta (molto rara), il tasso di mortalità raggiunge il 30-50% dei gatti colpiti.

La vaccinazione contro il calicivirus felino rimane la migliore protezione contro questa malattia per i nostri amici a quattro zampe.
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